Gli Sconfitti della Free Agency

Scritto il 14/07/2018
da Luca Caramelli

Poco più di un anno fa, nel pieno della cavalcata che ha portato i Boston Celtics verso le finali di Conference, Isaiah Thomas, che viaggiava a 29 punti di media ed inserito nel secondo quintetto NBA, era proiettato ad ottenere un Max contract alla scadenza prevista per quest’estate; molti ricordano la sua richiesta per “una camionata di dollari” che i Celtics avrebbero dovuto dargli per il rinnovo; poi un infortunio e le trade che l’hanno portato prima a Cleveland e poi a Los Angeles, hanno fortemente svalutato il suo valore, ed anziché le auspicate “camionate di dollari”, oggi firma con i Denver Nuggets, un contratto annuale al minimo salariale, 2 milioni di ingaggio per mettersi in gioco e riprovare la Free Agency tra un anno.

Tanti giocatori hanno fatto la scelta di firmare un contratto annuale (DeMarcus Cousins, DeAndre Jordan, Trevor Ariza, Rajon Rondo, J.J.Redik, Brook Lopez e tanti altri)  lo spazio salariale è stata merce rara in questa tornata di firme e giocatori che potevano ambire a contratti importanti, non hanno trovato squadre che potessero offrirli; ed ora scommettono sulla crescita di 6/7 milioni prevista per l’anno prossimo che abbinata alla miriade di contratti in scadenza, potrebbe creare le basi per spuntare condizioni più interessanti. Ma non sarà facile, se è vero che ci sarà maggior spazio, ci saranno anche tante star che dovranno rinnovare, e come abbiamo visto quest’anno, lo spazio salariale si esaurisce in fretta con i super contratti dei big.

Ma facciamo un passo indietro. L’estate del 2016 è stata la prima del nuovo contratto collettivo (CBA) tra l’associazione dei giocatori (NBPA) e l’NBA. In quell’estate il CAP è cresciuto del 35%, passando da 70 milioni a 94 milioni, dando praticamente a tutte le franchigie spazio utile per firmare free agent e creando enormi distorsioni.

Il primo effetto di questo “CAP Spike” è stato quello di dare spazio salariale anche ai già fortissimi Golden State Warriors, che hanno così potuto offrire un contratto a Kevin Durant senza dover smontare la squadra che aveva appena vinto 73 partite su 82. La possibilità di aggiungere ad un organico già fortissimo il miglior free agent disponibile, è proprio una di quelle situazioni che il CBA dovrebbe evitare, ed invece successe, sbilanciando moltissimo gli equilibri ed i valori nella Lega;

E poi in quell’estate si vide di tutto. Timofey Mozgov, Chandler Parson, Evan Turner e molti altri spuntarono pluriennali vicini ai 100 milioni, che oggi appaiono assurdi, ma che in quel momento sembravano  la regola.

La scorsa estate il CAP è cresciuto di 5 milioni raggiungendo 99 milioni, ed il rallentamento della crescita non ha evidenziato distorsioni particolari, anche perché non c’era il fiume di free agent che aveva programmato la scadenza contrattuale per l’anno precedente.

Ma quest’anno è successo il patatrac, il CAP è cresciuto di soli 2 milioni; i big, che col nuovo CBA hanno diritto a contratti ancora più ricchi, hanno rinnovato ai massimi, ed a ciò si è aggiunto l’effetto dell’incremento della scala per i contratti “Rookie”, e tutto questo ha portato alla stasi a cui abbiamo assistito quest’anno.

Oggi si cercano inutilmente rimedi allo strapotere Warriors, ed al repentino cambiamento di scenari in termini di contratti.

In realtà, 3 anni fa, quando si prevedeva il forte incremento del CAP, conseguenza del nuovo contratto dei diritti televisivi, si discusse di diluire su più anni la crescita del CAP, ma l’associazione giocatori, guidata da Michele Rodgers si oppose a questa proposta del Commissioner Adam Silver, volendo vedere da subito gli effetti della crescita nelle tasche degli atleti.

Purtroppo l’opposizione dell’associazione dei giocatori, oltre a produrre il super-team di Golden State, dove i dirigenti sono stati bravissimi ad approfittare della situazione, ha creato  disparità tra gli assistiti della NBPA  stessa e, se è vero che i salari dei giocatori sono mediamente aumentati, la distribuzione non è correlata al valore dei giocatori, ma piuttosto a quando è avvenuta la firma, e se un giocatore mediocre come Mozgov o Parson ancora quest’anno riceveranno quasi 20 milioni , una star come Isaiah Thomas dovrà accontentarsi di soli 2 milioni, in attesa di tempi migliori.

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