Una Free Agency solo per i Big

Scritto il 30/06/2018
da Luca Caramelli

Stanotte si è chiusa la finestra per esercitare le “Player Option”, le opzioni a favore dei giocatori che avevano negoziato questo diritto, per prolungare ancora di un anno i contratti in scadenza.

Negli scorsi anni, in pochissimi casi i giocatori avevano esercitato l’opzione per l’ultimo anno di contratto, il monte salari era costantemente in crescita ed era quasi scontato che una rinegoziazione del contratto da Free Agent fosse estremamente vantaggiosa. In effetti nelle ultime 2 stagioni solo 8 su 53 avevano esercitato l’opzione e 4 di questi sono stati poi tagliati mentre uno, Chris Paul, ha esercitato la Player Option solo per favorire il suo trasferimento a Houston.

Quest’anno invece le cose sono andate diversamente e se da un lato i big come LeBron James, Kevin Durant e Paul George hanno rinunciato all’opzione e da domenica li vedremo Free Agent, ben 20 su 28 hanno confermato l’ultimo anno di contratto, chiara indicazione che lo spazio salariale limitato dà poche possibilità ai Free Agent ed i salari medi sono destinati a scendere.

Alcune decisioni mettono in crisi le franchigie; mentre Paul George esce dal contratto, Carmelo Anthony (che aveva una ETO, Early Termination Option) rimane ad Oklahoma City con i suoi 27.9 milioni di dollari, ingessando di fatto le possibilità di manovra di Sam Presti; è possibile che Paul George firmi nuovamente con i Thunder, ma la somma dei salari proietta inevitabilmente la franchigia verso la Luxury Zone, in un mercato non così ricco e per una squadra che quest’anno ha deluso; possibile quindi che le parti cerchino un accordo per un Buy-Out.

Tra quelli che hanno rinunciato all’opzione, LeBron James e Paul George sono quelli più pregiati, lo sarebbe anche Kevin Durant, ma è certo che rimanga ai Warriors, e la rinuncia all’opzione è finalizzata semplicemente  alla firma di un contratto più ricco; vi è poi DeAndre Jordan che rinuncia a 24.1M$ certi dai Clippers per cercare via free agency un nuovo contratto, con Dallas in prima linea.

Escono dal contratto anche Jamal Crawford da Minnesota e Rudy Gay da San Antonio, giocatori con salari ben sotto i 10 milioni che possono accasarsi facilmente in qualche contender, sfruttando le eccezioni previste (MLE o BAE).

Quindi solo 8 giocatori saranno free agent, mentre gli altri 20 rimandano le decisioni all’anno prossimo, con la speranza che il CAP e lo spazio salariale disponibile aumentino più del previsto, per spuntare buoni contratti; un’inversione di tendenza che anticipa chiaramente che sarà una Free Agency con pochi dollari disponibili, destinati solamente ai big.

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