A scuola da Gregg Popovich e Danny Ainge

Scritto il 19/07/2018
da Luca Caramelli

Philadelphia a caccia di un General Manager ha cercato insistentemente Daryl Morey, GM di Houston, e Mike Zarren assistant-manager a Boston; cosa hanno in comune i due candidati? Entrambi hanno passato anni di lavoro con Danny Ainge.

Daryl Morey ai Celtics dal 2003 al 2007, prima di diventare GM di Houston dove il suo lavoro poche settimane fa è stato premiato con l’“Executive of the year”, mentre Mike Zarren è il braccio destro di Ainge con cui collabora ormai da 15 anni; da quando è entrato come semplice tifoso senza stipendio per poi affermarsi grazie alle doti di analisi sia tecniche, attraverso le statistiche avanzate, che finanziarie, essendo un grandissimo esperto del CBA. Proprio quelle doti che hanno portato Morey a Houston, precursore delle statistiche avanzate ed inventore del “true shooting percentage” oggi usato da tutti gli addetti ai lavori.

Altro percorso simile è quello di Ryan McDonough, diventato GM di Phoenix nel 2014 dopo 10 di lavoro a fianco di Danny Ainge con specializzazione nello scouting anche internazionale. E poi Doc Rivers, che quando arrivò ai Clippers ricoprì il ruolo di GM per alcune stagioni, prima di dedicarsi unicamente al ruolo di coach; Rivers non ha avuto successo come GM, ma del resto il suo ruolo nei Celtics era ben definito e limitato all’area tecnica.

Ma se c’è una scuola che ha ancora più ramificazioni, è quella di Gregg Popovich, i cui collaboratori sono sparsi in mezza NBA.

James Borrego è solo l’ultimo dei suoi assistenti a raggiungere il ruolo di head coach nell’NBA; a lui Michael Jordan ha affidato la panchina degli Hornets, ma prima di lui Mike Budenholzer, ad Atlanta fino a giugno ed ora ai Bucks, a sostituire Joe Prunty, lui stesso peraltro con 7 anni passati alla corte di Popovich; e poi Brett Brown che sta  conducendo “The Process” a Philadelphia, e Quin Snyder, che sta lavorando benissimo ai Jazz, ed è stato il coach degli Austin Toros, squadra satellite degli Spurs dal 2007 al 2010.

Ed ora in rampa di lancio ci sono anche gli ultimi due assistenti dell’ex Air Force; il primo lo conosciamo bene ed è Ettore Messina, il coach della nostra Nazionale, che durante i Playoff ha sostituito Popovich, colpito dal lutto per la perdita della moglie Erin; e poi Becky Hammon, che dal 2014 è assistente agli Spurs e che è stata la prima donna intervistata per un ruolo da Head Coach.

In effetti sia per Messina che per la Hammon sembra solo questione di tempo il passaggio al gradino superiore.

Ma poi il “Coaching Tree” di Popovich continua, Mike Brown, ha affiancato “Pop” dal 2000 al 2003, Taylor Jenkins, assistente ad Atlanta, ha guidato i Toros, Jacque Vaughn oggi vice a Brooklyn ed in passato head coach a Orlando, è passato dal campo al coaching staff proprio a San Antonio.

Insomma lavorare con i migliori, aiuta a migliorare; e la grandezza di Danny Ainge e Gregg Popovich è dimostrata non solo dai risultati ottenuti, ma anche dalla loro capacità di creare regole chiare, innovare, delegare, responsabilizzare e crescere collaboratori di successo.

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