Cleveland, via LeBron niente ricostruzione

Scritto il 02/08/2018
da Luca Caramelli

Mistake on the Lake”, così viene chiamata Cleveland: l’errore sul lago. Non è certamente il luogo più attraente degli USA, ma nelle ultime quattro stagioni è stata una delle capitali del Basket americano, con quattro finali di cui una vinta, grazie ovviamente al contributo del giocatore più forte del mondo, LeBron James, tornato a casa dopo la parentesi vincente di Miami.

Lo scorso febbraio, i Cavs hanno rivoluzionato il roster, per renderlo più adatto ad esaltare le caratteristiche di James, ma nonostante ciò, con la Free Agency, LeBron ha deciso di salutare tutti ed andare a Los Angeles, lasciando una situazione molto complicata.

Il vuoto creato ed un roster poco talentuoso portavano ad immaginare una ricostruzione radicale, alleggerendo il monte salari e puntando su scelte e giovani; la scelta fatta da Koby Altman GM dei Cavs, è stata invece sorprendente, il rinnovo che per 145 milioni  legherà Kevin Love ai Cavs per i prossimi cinque anni, sembrerebbe dimostrare che le ambizioni sono ancora alte, e che la parola d’ordine non sia per ora “smobilitazione”.

Complici i contratti di Tristan Thompson, George Hill, JR Smith e Jordan Clarkson, che saranno a libro paga ancora per due anni, la scommessa è stata quella di confermare Kevin Love e cercare di allestire un roster capace di arrivare ai playoffs rimandando le decisioni sul futuro all’estate 2020.

Paradossalmente però la firma di Love potrebbe essere il primo passo per la ricostruzione; l’ex UCLA sarebbe scaduto tra un anno, e probabilmente Altman ha provato a piazzarlo sul mercato, ma senza successo e di fronte al rischio di perderlo a luglio 2019 in cambio di nulla, i Cavs hanno deciso di proporre il rinnovo, per averne il controllo e per provare a scambiarlo in futuro, con un’immagine rivalutata o con lo scopo di fare da chioccia ad un gruppo rinnovato; nel frattempo, attendendo la scadenza degli altri contratti, si proverà a raggiungere i Playoff.

Kevin Love, 30 anni a settembre, ha fatto certamente un buon affare, nei prossimi cinque anni perde solamente 8 milioni rispetto ad una firma al massimo salariale tra un anno, evitando il rischio di affrontare una nuova estate con tantissimi free agent di alto livello e poco spazio salariale disponibile.

Ora i Cavs dovranno lavorare per allestire un buon gruppo intorno a Love e Kyle Korver potrebbe essere la prima pedina di scambio, ma è comunque probabile che vedremo Cleveland navigare nella mediocrità per almeno un paio d’anni.

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